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Infermieristica transculturale e spiritualità

15,00

ISBN 978-88-94940-18-3

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In questo libro vengono chiariti i concetti di salute, malattia e morte e alcuni aspetti importanti dell'assistenza infermieristica in relazione alla cultura e religione del paziente.
La storia dell’uomo è strettamente associata al fenomeno migratorio; la spinta alla mobilità territoriale va considerata come una caratteristica della nostra specie. I numeri e i ritmi dell’andamento demografico evidenziano che viviamo in un mondo sempre più interconnesso e multiculturale.
È necessario quindi costruire servizi sanitari orientati al rispetto della persona, secondo i principi dell’umanizzazione, i luoghi di cura e assistenza sono chiamati ad essere anche ambiti di attenzione al dialogo interculturale e di rispetto di differenze religiose; occorre sviluppare sistemi di relazione in grado di abbattere le barriere culturali e accogliere le diversità. Il principio di uguaglianza nei confronti della malattia e dei diritti alla cura e all’assistenza si deve necessariamente integrare con il principio di diversità che impone la sfida di considerare ogni individuo unico e irripetibile, portatore del diritto ad una personalizzazione degli interventi sanitari.
All'interno del processo di cura, l'attenzione all'individualità delle persone dovrebbe essere considerata tra le procedure cliniche/assistenziali, allo scopo di garantire il benessere fisico, psicologico e spirituale dei pazienti. La salute è "uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, e non la semplice assenza dello stato di malattia o d'infermità"; l’individuo, quindi, si afferma come sano quando tutto ciò che fa parte del suo mondo ruota in perfetto equilibrio. E se la salute è una condizione dinamica di equilibrio, fondata sulle capacità del soggetto di interagire con l'ambiente in modo positivo, pur nel continuo modificarsi della realtà circostante, l'assistenza offerta da chi si prende cura può essere determinante nel raggiungimento di tale equilibrio. Per questo nella moderna concezione di salute e malattia, non potevano che trovare ampio spazio le dimensioni etica, spirituale, sociale e relazionale della persona; a queste dimensioni il professionista sanitario può dare costante risposta e da esse può attingere per prendersi cura totalmente dell'individuo.

Arianna Anzini è nata a Roma il 26/12/1984. Si laurea in Scienze Infermieristiche nel 2009 presso l'Università degli Studi di Roma Tor Vergata e nel 2012 consegue il Diploma di Master Transculturale Multietnico nel Campo della Salute, del Sociale e del Welfare presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Nel 2018 consegue il diploma di Mediatore Culturale. Attualmente frequenta il Corso di Laurea Magistrale in Antropologia presso l'università degli Studi di Perugia. Ha conseguito il Diploma di Master in Management e funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie.
Vive e lavora nella città natale, dove svolge la professione di Infermiera Transculturale presso il Servizio Accoglienza e Assistenza Stranieri dell' Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata.
La passione per l'infermieristica transculturale, nata durante la stesura della tesi di laurea, è una costante della sua vita professionale. Sulla via della teorica Madeleine Leininger, promotrice del Nursing Transculturale, la formazione è volta a creare la giusta interconnessione tra nursing e antropologia, con l'obiettivo di attuare nella realtà il processo infermieristico transculturale.

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